MINISTERO CONDANNATO "PAGHI SUBITO IL PREMIO PER LE MONETE"

Via Diaz - Accolta la richiesta di decreto ingiuntivo Il Tribunale impone il versamento di 295mila euro Ancora non c’è accordo sulla percentuale del compenso

Novità importanti sul fronte della lunga vertenza che vede opposti il ministero della Cultura e la srl comasca “Officine Immobiliari”, cui si deve il rinvenimento delle mille monete romane dell’ex teatro Cressoni di via Diaz e che dal 2018 aspetta di incassare il premio previsto dalla legge per questo tipo di scoperte.

Il ministero ha a disposizione quattro mesi per procedere alla liquidazione

Questione di percentuali

La prima novità riguarda il valore del tesoro, che i numismatici consulenti della srl stimano tra i 9 e gli 11 milioni di euro sul mercato internazionale. Un accordo ancora non c’è, ma quantomeno a Roma si sarebbero decisi a convenire che le monete valgono circa 4 milioni e 900mila euro, più o meno la metà, e questo perché se lo Stato non vende i gioielli di famiglia – e non li vende - la possibilità di una cessione del tesoro è esclusa, figurarsi poi fuori dai confini nazionali. La seconda novità, ben più clamorosa, riguarda invece il decreto ingiuntivo che il tribunale di Milano ha emesso l’altroieri accogliendo una richiesta avanzata dall’avvocato Oliver Pucillo Furer per conto di Officine Immobiliari: il decreto impone al ministero di «pagare immediatamente» alla srl comasca la somma di 295.233 euro. Si tratta di una sorta di premio provvisorio calcolato sulla base del fatto che lo stesso ministero si fosse deciso a riconoscere a Officine Immobiliari una ricompensa pari al 9,25% dei 4,9 milioni, salvo poi versarne solo 73mila, che di quella stima rappresentano l’1,85%. Le parti restano parecchio lontane. L’amministratore della srl, l’imprenditore Saba Dell’Oca, nel 2018 aveva accolto senza colpo ferire le richieste della Soprintendenza, mettendo mano al portafoglio e finanziando con circa 400mila euro la campagna di scavi che determinò il ritrovamento (la srl pagò anche gli studi numismatici della Soprintendenza, che inspiegabilmente ringraziò presentandoli in anteprima su una rivista di Lugano e non a Como). Tutto questo per dire che da parte degli scopritori la percentuale del 9,25% è ritenuta del tutto incongrua, tanto più che la legge consentirebbe di innalzarla fino al 25%. Dell’Oca ha già preannunciato l’intenzione di tentare tutto il possibile per ottenere una somma maggiore, una cifra all’altezza del sostegno offerto, che è poi la ratio della norma: tanto più il privato si dimostra collaborativo, tanto più alto dovrà essere il suo compenso.

L’Agenzia delle entrate

«Ancora una volta è dovuta intervenire la magistratura - commenta l’amministratore di Officine Immobiliari in riferimento al fatto che a suo favore si sia già espresso il Consiglio di Stato per due volte -. Da cittadino sono molto deluso, indignato, demotivato… Abbiamo offerto la massima collaborazione fin dall’inizio, con entusiasmo sincero e senza risparmio di spese». Resta però aperto anche un altro fronte. Sempre il ministero, liquidando il poco che aveva liquidato, aveva ritenuto di dover applicare una ritenuta alla fonte del 25%, che è quella che si riserva alle vincite del gioco d’azzardo, di fatto equiparando il ritrovamento del tesoro a una vincita al lotto. Il Consiglio di Stato aveva imposto l’eliminazione di quella trattenuta alla fonte, stabilendo che centrasse come i cavoli a merenda: lungi dall’avere obbedito, il ministero ha chiesto un parere all’Agenzia delle entrate, che quando si tratta di incassare non prende lezioni da nessuno. Indovinate un po’? La trattenuta va applicata, nonostante il parere del Consiglio di Stato che dovrebbe fare, come si dice, “statuizione definitiva”.

Per chiudere una curiosità, che riguarda i termini del decreto ingiuntivo, per noi mortali fissati a dieci giorni, scadenza oltre la quale il creditore può procedere al pignoramento. Bene, nel caso in cui il debitore destinatario del decreto sia un ente dello Stato, il termine si estende magicamente. E i giorni diventano 120.

La Provincia di Como 7 marzo 2025

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